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GEPPY GLEIJESES
LEOPOLDO MASTELLONI
MARIANELLA BARGILLI
RAFFAELE PISU
e PAOLO SERRA
in
DELITTO PERFETTO
di Frederick KNOTT
dalla commedia omonima e dalla sceneggiatura del film di HITCHCOCK
traduzione di Masolino D�AMICO
regia
GEPPY GLEIJESES
SCENE e
COSTUMI
Lorenzo GHIGLIA
REGISTA ASSISTENTE LUCI
Antonello Cariglino
Luigi ASCIONE
MUSICHE
Matteo D�AMICO |
Geppy Gleijeses nel ruolo
del marito mandante dell�assassinio, Paolo Serra in quello
del killer (che muore poi per il colpo di forbici infertogli da
Margot), Marianella Bargilli - candidata agli Oscar del teatro �
Premi Olimpici � � Margot, la moglie, Leopoldo Mastelloni � l�amante,
Raffaele Pisu - Nastro d�Argento per Le conseguenze dell�amore di
Paolo Sorrentino � gloria del teatro brillante degli anni �60 al suo
rientro in palcoscenico � l�ispettore. La traduzione nuova di zecca
di Masolino D�Amico, la regia di Geppy Gleijeses dopo i successi di
Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello e Ragazze sole con
qualche esperienza di Enzo Moscato, due grandi artisti come Tramonti
e Ghiglia alle scene e ai costumi, Gigi Ascione alle luci e le musiche di
Matteo D�Amico, fanno di questa proposta una delle curiosit� pi�
stimolanti della prossima stagione, all�insegna del giallo
psicologico, della �fiaba mortale�, del thriller mozzafiato. |
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IO, L'EREDE
di Eduardo De
Filippo
regia ANDRE�E RUTH SHAMMAH
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"Io l'erede" � l�ultima commedia della Cantata
dei giorni pari ; dopo questo dramma, i giorni si fanno dispari, il destino pi�
amaro, la spensieratezza della giovent� si allontana per sempre. Ma anche in
questa bellissima commedia le inquietudini baluginano insistenti. Lavoro in
lingua, fortemente pirandelliano, che vede protagonista uno �Straniero� che
viene dal mare (eco ibseniana) che giunge inaspettatamente a riscuotere
l�eredit� (apparentemente inesistente) di un padre beneficato per tutta la
vita e che, per quella carit� pelosa, ha dovuto ignorare il figlio e
trascurare qualsiasi ambizione personale. E ora arriva il figlio a
pretendere in quella casa borghese, il suo �posto� di beneficato. E�
minaccioso e destabilizzante, un raisonneur che spacca il capello in
quattro, nella commedia pi� pirandelliana di Eduardo, esilarante e amara. Nel ruolo del protagonista, uno degli ultimi e prediletti allievi di
Eduardo: Geppy Gleijeses, uno dei pochissimi a cui a vent�anni siano stati
concessi i diritti di alcune commedie da Eduardo e che per il centenario
della nascita ha celebrato il maestro con la grande interpretazione de Il
figlio di Pulcinella. |
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IL FIGLIO DI GERTRUDE
Una Storia di Napoli
regia
Julia Varley (Odin Teatret) con Lorenzo Gleijeses testo di
Lorenzo Gleijeses e Julia Varley da Amleto di William Shakespeare; Hamletmaschine di Heiner M�ller; Mal-d�-Haml�
di Enzo Moscato; �Mamma�. Piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello Una Storia in Danimarca di John Updike
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PIGMALIONE
Visualizza le
date della Tourn�e |
La prima scena si apre sulle imponenti colonne della
chiesa di S. Paolo a Londra, opera di Inigo Jones, torrenti di pioggia
estiva, spettatori eleganti in abito da sera, pedoni affannati alla
ricerca di un taxi, gente del popolo, venditori, un professore e una
fioraia. Cos� si apre Pigmalione e cos�, fedelmente la metteremo in
scena. Una delle pi� famose commedie di tutti i tempi, delle pi�
impegnative e sfarzose, con i balli all�ambasciata, le corse di cavalli,
la casa di Higgins (tempio di studi fonetici), e la lussuosa abitazione
della signora Higgins. Sar� un imponente allestimento con un grande cast, tante comparse, una
regia di prestigio, scenografie imponenti e costumi sgargianti.
Pigmalione o My fair lady � una moderna favola di Cenerentola, � un
apologo, solo in apparenza frivolo, sulle differenze di classe che
l�accento e la pronuncia rivelano. Un apologo sorretto da un torrente di
aforismi, paradossi e trovate comiche sapientemente amalgamati in un
dialogo pirotecnico, inimitabile. Nel ruolo di Pigmalione, il professor Higgins, uno dei migliori attori
italiani, specializzato in questo repertorio e reduce dai grandi
successi wildiani con L�importanza di chiamarsi Ernesto e Un marito
ideale (rispettivamente primo e terzo spettacolo italiano per numero di
spettatori nelle ultime due stagioni): Geppy Gleijeses. Nel ruolo della
madre vedremo Valeria Fabrizi. Alfred Doolittle sar� Marco Messeri,
prezioso comico toscano, protagonista con Troisi, Moretti e Mazzacurati
di tanti film importanti del pi� recente cinema italiano. Eliza
Doolittle, la fioraia �duchessa sar� Marianella Bargilli , tra i
protagonisti pi� amati dell�ultima edizione del Grande fratello. Ha
studiato recitazione all�Actor�s Studio di New York con Marylin Fried e
in Italia con Beatrice Bracco e Nikolaj Karpov. La regia di Roberto
Guicciardini, la traduzione di Masolino D�Amico, le musiche (in larga
parte quelle del musical) a cura di Matteo D�Amico. |
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UN
MARITO IDEALE
di
Oscar Wilde - traduzione di Masolino D�Amico
con
Geppy Gleijeses, Lucrezia Lante della Rovere, Manuela Kustermann
regia
di Mario Missiroli |
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L'IMPORTANZA
DI CHIAMARSI ERNESTO di Oscar Wilde traduzione Masolino D'Amico
con GEPPY GLEIJESES, DEBORA CAPRIOGLIO, LUCIA POLI
e con Margherita Fumero, Giancarlo Palermo, Andrea Cavatorta, Viviana Lombardo, Antonio Ferrante
regia Mario Missiroli
scene Lorenzo Ghiglia, costumi
Elena Mannini, musiche Matteo D'Amico e Guido Ruggeri, Light design Luigi Ascione, regista assistente Luigi
Russo |
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LACRIME
NAPOLETANE di Geppy Gleijeses
da un'idea di Geppy Gleijeses con orchestra
in buca diretta dal Maestro Tonino Esposito
con GEPPY GLEIJESES,
regia Geppy Gleijeses |
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Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello Regia
Geppy Gleijeses Scene Paolo Calafiore Costumi
Ludovica P. Leonetti Musiche Matteo D'Amico Luci
Gigi Ascione Interpreti Geppy Gleijeses,
Gennaro Cannavacciuolo |
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RAGAZZE SOLE CON QUALCHE ESPERIENZA
di Enzo
Moscato
con GEPPY GLEIJESES GENNARO CANNAVACCIUOLO TONINO TAIUTI
AGOSTINO
CHIUMMARELLO
regia
Geppy
Gleijeses |
�Ragazze sole con qualche esperienza� di Enzo Moscato,
uno dei pi� grandi autori di testi teatrali del panorama italiano, � una
produzione del Teatro Stabile di Calabria. In scena l�interprete e regista Geppy Gleijeses � affiancato da Gennaro
Cannavacciuolo, Tonino Taiuti e da Agostino Chiummarello. La stampa si � espressa con toni entusiasti rispetto a questa commedia,
ambientata a Napoli, che ha come protagonisti due �prostituti�
splendidamente femminilizzati: Grand Hotel e Bolero Film artefici di una
squinternata trama: la coppia attrae tramite annuncio due detenuti alla
fine della pena, e quindi sequestrati in casa � I gesti esaltati dagli interpreti e la �babele linguistica� costruita da
Enzo Moscato danno vita a due ore dai toni assolutamente divertenti che
trascolorano nel grottesco. |
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REGINE di Giacomo Carbone
Personaggi e Interpreti: Figlia Ivna Bruk Isolde Marina Saraceno Giulietta Laura Pugliese Cerentola Florence Fanciulli Mami Marcellina Ruocco Ispettore Sandro Damiani Paulo Toni Ple�ić Gustavo Denis Bri�ić Diego Pio Cisternino Virginio Predrag Sikimić Presentatrice Maria Milasi
Rielaborazione e Regia NINO MANGANO Scena e Costumi JELENA ĐANKO e CRISTINA DEL ZOTTO
Consulenza e realizzazione Scena e costumi Anton T. Ple�ić
Musiche MASSIMILIANO PACE Luci BORIS BLIDAR |
REGINE dramma Tutti noi conosciamo a sufficienza la fiaba di Cenerentola con relative sorellastre e matrigna vessatoria. Proviamo a prendere il tutto, ad agitare come si fa per i buoni cocktails e a trasferire la brava ragazza e le sue degne parenti in un bordello di un quartiere di bordelli di una misteriosa citt� famosa per i suoi bordelli. A questo punto, chiaramente, le psicologie e i rapporti - gi� particolarissimi nella
"historia" originale - diventeranno pi� tesi, ambigui specie se pensiamo che in questo particolarissimo quartiere viene uccisa la Regina, vale a dire la pi� celebrata delle puttane dell'intera regione.
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POESIA DEL TANGO
uno spettacolo ideato e diretto da Geppy Gleijeses con
GUSTAVO SAENZ e GIORGINA VARGAS
luci: Gigi Ascione |
�Poesia del
Tango�
Il Teatro Stabile di Calabria in collaborazione con l�Ambasciata Argentina, mette in scena
. Per ricollegarci al tema di cui sopra abbiamo inteso creare un legame, tra la Calabria e i suoi tanti figli emigrati in Argentina nel secolo scorso e il Teatro stabile confeziona uno spettacolo emozionante con 10 ballerini tra i migliori del mondo, che si esibiranno illuminati da luci suggestive, accompagnati da storie di tango recitate in italiano e in spagnolo. Non solo la musica e il ballo quindi che pi� di tutto, e giustamente, si sono finora ammirati, ma anche le parole sono importanti per definire il profilo di un mito moderno dentro il quale non � impossibile ritrovare un nostro gesto, una nostra tenerissima, in certi casi elementare, EMOZIONE. Tango e nostalgia � (quella della terra d�origine), tango e donne, tango e amore, sudore, albe, penombre, fiori alle finestre e nuvole di fumo, sesso e tenerezza, lacrime e volgarit�, coltelli e colombe infreddolite� Il tango � tutto questo e soprattutto � Buenos Aires, terra vicina a noi e alla nostra terra pi� di quanto a volte possiamo immaginare. Per dirla con Borges �Una volta era un�orgiastica diavoleria, oggi � un modo di camminare�, TANGO.
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�A CASCIA �NFERNALI� di Francesco Suriano con Rocco Barbaro e Peppino Mazzotta
Tamburinari: Antonio Luzza, Nicola Luzza Scene: Pierluigi Manetti Luci: Giuseppe Calabr� Costumi: Magdalena Grassi Musica: Paolo Segat Ambienti sonori: Marta Billingsley Organizzazione: Fabio Vincenzi Regia: Francesco Suriano |
A cascia �nfernali � quell'attimo, assordante e stordente, che chiude ogni esibizione di fuochi d'artificio: una sospensione del tempo, tra rumore insostenibile e fumo. In quella dimensione fuori dal tempo vivono i due protagonisti di questa storia, Rocco (Rocco Barbaro) e Rosario (Peppino Mazzotta), abili creatori di meraviglie pirotecniche. Nel ripercorrere l'esodo senza sosta di tanti calabresi, che gli somigliano, i due affrontano e sublimano il loro rapporto, tra volont� di fuga e rassegnazione. Dopo un periodo di prove nella citt� di Cotronei, � stato inserito nella rassegna "Due voci per una voce" a cura dell'Ente Teatrale Italiano che si svolge nel mese di giugno al Teatro Vascello di Roma. I due personaggi dello spettacolo saranno interpretati da Rocco Barbaro e Peppino Mazzotta, due attori di origine calabrese, i quali oltre ad avere impegni nei teatri nazionali, spesso lavorano in televisione in fiction come �Il Commissario Montalbano� o in variet� televisivi come �Convenscion� e �Bulldozer�. |
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"ELETTRA"
di Sofocle Traduzione Salvatore Quasimodo Ideazione scenica e regia LINDO NUDO Personaggi ed interpreti:
Elettra Debora Caprioglio
Oreste Angelo Libri
Clitennestra Paola Garibotti Precettore Massimo Cimaglia
Egisto Antonio Brancati
Crisotemi Roberta Guerrera Agamennone Manolo Muoio
Coro: Alessandra Ponti Debora Falcone Valeria Betr� Luci: Giuseppe Calabr� Costumi: Mirella Paolillo Direzione dell�Allestimento: Michele De Santis
Organizzazione Fabio
Vincenzi |
Elettra � la donna che ama e che odia con la potenza del suo cuore, che soffre per il suo odio e il suo amore, perseguita, che si � alienata da s�, che ha perso la sua identit� e brucia per il proprio ardore. Il suo destino � segnato da un angosciante tratto femminile: l�impossibilit� dell�oblio. Elettra � la pietra solare dell�odio alimentato dal ricordo del crimine, ma in lei si riflettono anche la, violenza e la turpitudine, la laidezza sacrilega dei nuovi padroni e dell�accomodante comodit� che vorrebbe dimenticare. Elettra vede e mostra agli altri l�assassinio di Agamennone perpetrato ogni giorno alla mensa e nel talamo dei suoi uccisori. La sua memoria � questo eterno presente del crimine inassolvibile : l�uccisione del padre-re che si rinnova nell�ogni giorno della sua impunit�. Clitennestra da parte sua, giustifica il suo crimine come legittima vendetta di una madre oltraggiata dall�ingiusto sacrificio della figlia (Ifigenia): un sacrilegio che l�antica legge autorizza a punire con la pena estrema. Clitennestra e Elettra fanno appello sotto questo aspetto, al medesimo ordine giuridico, allo stesso sistema di valori sanciti dalla tradizione del sangue, entrambe vincolate alla interminabile catena che salda, una dopo l�altra, le uccisioni legittime. La legge � una sola: l�uccisione dell�uccisore.
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Romeo e Giulietta di William Shakespeare traduzione Agostino Lombardo
UN PROGETTO DI NIKOLAJ KARPOV per il TEATRO STABILE DI CALABRIA con LORENZO GLEIJESES - GUIA ZAPPONI � LUCA VENTURA � FRANCESCO ZECCA - MANOLO MUOIO � GIORGIA SALARI ROBERTO MARINELLI � ALFREDO ANGELICI - FEDERICA DE COLA � FABRIZIO PUCCI MAURO SANTOPIETRO � MARIA OROBELLO - FRANCESCO BORCHI � LUIGI CHIARELLA
REGIA IDEAZIONE SCENICA E COSTUMI Nikolaj Karpov
ASSISTENTE ALLA REGIA
DIREZIONE ALLESTIMENTO Maria Smaevich
Michele De Santis LUCI
REALIZZAZIONE COSTUMI ORGANIZZAZIONE Giuseppe Calabr�
Mirella Paolillo
Fabio Vincenzi |
Cos� il regista:
Scena vuota. Poi un corpo entra nello spazio scenico. Si muove. L�energia dei suo movimenti sposta l� aria intorno. E come uragano in giorno di pace serena del villaggio. Silenzioso, poi d�improvviso travolgente. Scena vuota. Il linguaggio del corpo dell�attore, parte da questo presupposto teatrale: il corpo dell�attore � lo strumento fondamentale attraverso il quale passa il veicolo espressivo del teatro stesso. Attraverso la preparazione fisica e mentale del proprio corpo l�attore lavora su un livello di linguaggio primitivo e ricco di simboli e messaggi archetipici. Il teatro � il corpo dell�attore che in scena rende vivi personaggi fantastici.
Che cosa vedr� il pubblico? Amore e odio nella plasticit� espressiva e il movimento. Realizzato come? Con i principi della biomeccanica teatrale attraverso l�azione, la forma espressiva della danza e il movimento scenico. |
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PAOLO TRIESTINO in
�IL CUSTODE�
di Antonio Lauro ideazione scenica e regia PAOLO TRIESTINO
Luci Luigi Ascione
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da LA REPUBBLICA IL CUSTODE di Antonio Lauro C'� gente che � pagata per star ferma, per stare in silenzio, per
leggiucchiare un quotidiano, occupare sempre l'identico spazio, avere di
fronte un'entit� immodificabile, rimuginare tutto il tempo. A rischio di
nevrosi o depressioni. Che poi si traducono in fantasie mostruose.
Prendiamo il caso di un guardiano di opere artistiche. Immaginiamo i
suoi pensieri. Pu� saltar fuori il diario di un pazzo. Questo � appunto
il quadro clinico del "Custode" di Antonio Lauro, monologo interiore o
ad alta voce (non essendoci visitatori) che Paolo Triestino affronta
nelle vesti di impiegato addetto ai Bronzi di Riace nel Museo nazionale
di Reggio Calabria. I due guerrieri campeggiano su regolari piedistalli. Le pareti paiono
quelle di un bunker. I marosi infuriano. Il tutore delle statue � ormai
in preda a un calmo delirio. Odia e svillaneggia la loro avvenenza
maschia,vi associa un p� di propria frustrazione per un'effimera (e
tenera) avventura con un'archeologa, rende l'incanto di un cieco che
palpeggiava le sculture, e per� minaccia di chiudere la partita con
l'acido solforico, col disinnesto delle misura di sicurezza, fino a un
allucinante trauma che spazza via il corso delle cose. Il bello di
questo spettacolo sul tema della bellezza che pu� accecare (scenografia
di Francesco Montinaro) � nella fervida parlata reggina e nell'omerica
e proletaria vulnerabilit� di Paolo Triestino, in sandali e berretto
d'ordinanza. (Rodolfo Di Giammarco). |
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GIACOMO BATTAGLIA GIGI MISEFERI
EMIGRANTI di Slawomir MROZEK traduzione di Gerardo GUERRIERI regia GEPPY GLEIJESES scene costumi SILVANA SUPPA ELENA MINESSO
musiche
light designer
aiuto regia
MATTEO D�AMICO
LUIGI ASCIONE
LUIGI RUSSO assistente alla regia
consulenza organizzativa MARIANELLA BARGILLI
LELLO VIANELLO
amministrazione e pubbliche relazioni
VALERIA de� LIGUORO
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Due emigranti chiss�
da dove e chiss� per dove. �No man�s land�, frontiera dell�anima, un luogo asettico e
lontano, l�ultimo confine � gi� stato varcato e sei troppo lontano dalla
tua terra o forse la tua terra � troppo lontana da te. Si guadagna per
tornare, sapendo di non poter tornare , perch� non ci pu� essere un
limite a quel guadagno, fermarsi sarebbe comunque fallire. E allora
continui a lavorare fino a quando, come dice Shaw �Non sarai pi� una
bestia che un essere umano�, fino a quando la pelle ti si scoller� dalle
ossa per le vibrazioni di quelle maledette macchine, gli svaghi saranno
le evacuazioni collettive nei cessi pubblici delle stazioni , le
�fimminazze� guardate intimamente da qualche impalcatura indiscreta, le
scarpe a punta lucidate a festa per una festa che non c��, una sigaretta
con bocchino incatramato. E l�alimento preferito � il Fido bau ,
scatoletta per cani. O puoi scrivere un libro che non finir� mai,
nascosto e rifugiato in un sottoscala, intellettuale da strapazzo,
anarcoide e vigliacco se l�unico atto di coraggio � stata la fuga. Fuga
da tutto per tutti e due. Emigrazione dell�anima. �No man�s land�.
Strada senza ritorno, inferno da �Porte chiuse� di Sartre. Una storia
come questa, cos� mentale e metaforica ma anche cos� tremendamente vera,
dev�essere resa con quello che per Viviani si definiva �realismo
poetico�. Con qualche volo di fantasia, sola via di fuga, e tanta
aderenza alla realt�. Con Gigi Miseferi e Giacomo Battaglia si �
lavorato sul calabrese, lingua ideale degli emigranti, diaspora eterna
dei senza patria, perch� l�emigrazione � un male senza tempo, un esilio
volontario ma obbligato che la nostra regione conosce bene. E due comici
preziosi, perch� ancora profumano di avanspettacolo e variet� con le
loro facce da Buster Keaton e Franco Franchi e i loro tic da rivista,
sono una chiave indispensabile per sublimare il grottesco, per arrivare
alla tristezza lunare del clown, alla afasia di Beckett. Emigranti deve
emanare amicizia, odio, voglia di vivere, rabbia, frustrazione,
emarginazione, verit� e divertimento. Del resto, il segreto del grande
teatro � sempre stato quello di ridere sulle sventure proprie ed altrui.
Geppy Gleijeses
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�TERRAMADRE�
di Marcello Isidori
REGIA Francesco Marino
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�Terramadre�
(Secondo premio Fondi La Pastora 2002) di Marcello Isidori, � il testo
d�esordio della �Compagnia dei giovani� del Teatro stabile di
Calabria. E� un lavoro che si porta dietro l�odore del riscatto che
qualche volta diventa rivalsa, di conti salati e sempre saldati, di
solidariet� e distanze, di vortice che risucchia nella corsa
all�affrancamento dal bisogno, e di anime che non ce la fanno pi�. Di
sogni sciupati prima ancora di nascere e d�implosione. E che racconta
una storia ancestrale che pu� essere metafora del nuovo sud che non
accetta un ruolo di secondo piano. Dunque, �l�onda calabra�, cos� come
dalla critica viene definito il manipolo sempre pi� folto di artisti
ed intellettuali di questa terra, avanza con consapevolezza sempre
maggiore.
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