Ospitalità

Produzioni 2012/13
locandina

NEWSLETTER

LINK

seguici su facebook

regione

provincia

comune

Stagione 2012/13 Teatro Apollo CROTONE


 Scarica il MANIFESTO della Stagione 2012/13

    

Prezzi Biglietti e Abbonamenti - Regolamento

ORARIO DEGLI SPETTACOLI:
Debutto (Turno A): ore 20,30
Replica (Turno B): ore 20,30
Matinée: ore 10,30

 

SPETTACOLI



Martedì e Mercoledì

13 – 14 novembre 2012

ENTE TEATRO CRONACA & ARTU' in collaborazione con

Festival di Borgio Verezzi e Benevento Festival Città Spettacolo

Gianluca Guidi - Gianluca Ramazzotti

 

“BOEING BOEING”

con Ariella Reggio

e con Barbara Snellenburg, Marjo Berasategui e Ela Weber

Commedia in due atti di Marc Camoletti

Versione italiana di Luca Barcellona e Francis Evans

Regia di MARK SCHNEIDER sulla regia originale di MATTHEW WARCHUS

Allestimento scenico originale prodotto da Sonia Friedman LTD e vincitore del TONY AWARD 2008 come miglior revival anni 60'.

 

Il nuovo allestimento della commedia Boeing Boeing, di Marc Camoletti, ritorna dopo quarant'anni sui nostri palcoscenici come una delle commedie più divertenti e rappresentate nel mondo; entrata di diritto nel Guinness dei primati - solo a Londra, dal 1965 è rimasta in cartellone per ben sette anni consecutivi, tanto che la Paramount ne produsse un film con Tony Curtis, Jerry Lewis e Thelma Ritter - Boeing -Boeing è tornata sui palcoscenici londinesi nel 2007 per starvi fino al 2009, dopo quarant'anni, con un restyling anni 60' ad opera di uno dei più rappresentativi e giovani registi europei: Matthew Warchus che ne ha curato uno spassosissimo revival adattando scene e costumi a quegli anni. Il risultato è stato sorprendente: pubblico e critica hanno decretato il successo di questa commedia che, nonostante l'età, dimostra ancora di avere le gambe per camminare a lungo. Nel 2007 è stata nominata agli Oliver Awards come miglior revival e miglior attore, vincendo il Drama Desk Award come miglior spettacolo, miglior rivisitazione anni 60' e come miglior interpretazione maschile a Mark Rylance. La stessa produzione ha poi portato lo spettacolo a Broadway nel 2008, dove ha riscosso un altro enorme successo vincendo, anche qui, il Tony Award come miglior revival e ancora Mark Rylance come miglior attore protagonista.
Con un Cast veramente internazionale che vede in testa di serie il ritorno sulle scene di Gianluca Guidi in coppia per la prima volta con Gianluca Ramazzotti per dar vita ad un duo esplosivo di grande comicità, con la partecipazione della nota attrice teatrale Ariella Reggio, conosciuta dal pubblico italiano per la fiction “Tutti pazzi per Amore” dove interpreta il ruolo della Zia. A cui si aggiungono tre splendide bellezze: Marjo Baratasegui, lanciata da Pieraccioni nel film 'Ti amo in tutte le lingue de mondo', nel ruolo della Hostess spagnola Gabriela, Ela Weber che darà lustro e divertimento alla hostess tedesca Greta e Barbara Snellenburg che interpreterà l’americana Gloria. Il tutto condito dalla regia di Mark Schneider che riprende la messa in scena scoppiettante e divertente di Matthew Warchus, in una rivisitazione dal vecchio sapore anni sessanta per una commedia che, come hanno dimostrato gli amici americani e londinesi, ha quarant'anni… ma non li dimostra!
 

 



Lunedì e Martedì

10 – 11 dicembre 2012
Teatro e Società
Daniele Pecci – Federica Di Martino


“KRAMER contro KRAMER”
con FRANCESCO BORGESE nel ruolo di Billy Kramer
di Avery Corman tratto dal  suo romanzo kramer vs. kramer
traduzione di Masolino d' Amico
Regia di Patrick Rossi Gastaldi

 

Il testo teatrale di Kramer contro Kramer è stato scritto da Avery Corman, già autore del romanzo da cui era stato tratto il celebre film di Robert Benton del 1979, con Dustin Hoffman e Meryl Streep, che con esso vinse uno dei suoi innumerevoli Oscar. Il dettaglio è importante, perché la commedia non è un derivato del film, per quanto ovviamente ne richiami le situazioni più fatidiche, ma è un lavoro del tutto originale. L'argomento, che fece molto scalpore ai suoi tempi quando l'emancipazione femminile era assai meno progredita di oggi, è rimasto di grande attualità, anche grazie alla finezza con cui l'autore lo svolge. Una giovane donna è costretta a dedicare tutta la sua esistenza al figlioletto perché il marito ha un lavoro che mentre lo assorbe non gli consente l'indipendenza finanziaria necessaria a prendere un aiuto in casa. Sarebbe una situazione normale in una società antiquata, di tipo patriarcale, ma siamo nella moderna New York, e Joanna si sente frustrata, intrappolata, né riesce a far capire al marito la portata del suo disagio. Così prende la clamorosa decisione di piantarlo in asso per cercare di rifarsi una vita indipendente, il che comporta anche liberarsi dal vincolo del bambino. Superata la sorpresa e l'indignazione per la decisione della moglie, Ted scopre così di non essersi mai reso conto della portata dell'impegno della donna: occuparsi di un bambino di sei anni senza l'aiuto di altri parenti è infatti un impiego a tempo pieno. La trovata della storia è il modo con cui Ted finisce per appassionarsi alla sfida. Nello sforzo per badare al piccolo Billy – ecco il risvolto - pur continuando a fare carriera nella pubblicità, trova non solo un nuovo rapporto con suo figlio, ma anche una dimensione di se stesso che prima ignorava. La metamorfosi di Ted e le sue faticose piccole vittorie occupa la prima parte del racconto. Nella seconda c'è il ritorno di Joanna, che avendo raggiunto un equilibrio adesso si sente pronta a fare di nuovo la madre e rivuole il piccolo. Non molti mesi fa Ted avrebbe fatto ponti d'oro davanti a questa proposta, ma adesso non riesce nemmeno a prenderla in considerazione; a questo punto anche per noi che abbiamo seguito la lotta solitaria di Ted, Joanna è quasi una nemica. La commedia imposta un avvincente dibattito in cui tutti si possono identificare e in cui, come nella vita, dire chi ha torto e chi ha ragione è molto azzardato.

 



Martedì e Mercoledì

15 – 16 gennaio 2013

Luigi e Alessandra Pignotti presentano

Compañía ARGENTINA ROBERTO HERRERA

“TANGO DE BUENOS AIRES”

Musiche eseguite dal vivo dal

Decarisìmo Quinteto

Dirette dal M° Ariel Rodriguez

Direzione Roberto Herrera

 

Un talento universalmente riconosciuto abbinato ad un'esperienza professionale di spicco sono le chiavi della fama internazionale di Roberto Herrera. Egli è divenuto il punto di riferimento più importante ed influente sia per il tango tradizionale che per le forme più recenti di questa espressione artistica. Sulle note della musica del famoso Decarisìmo Quinteto, Roberto Herrera e la sua straordinaria compagnia, presenteranno un grande spettacolo dove l’irresistibile eleganza, sensualità e seduzione del tango, si fonde armonicamente con la forza del folclore argentino.
I ballerini della Compañía di Roberto Herrera sono ciò che Buenos Aires ha di meglio da offrire tra i giovani talenti della danza. Hanno tutti solide formazioni nelle danze popolari argentine così come in danza classica e jazz. Il tango è una passione che hanno vissuto e perfezionato fino a farne una professione, calcando i principali teatri di tutto il mondo.
La prima parte dello spettacolo ci trasporta attraverso coreografie e musiche tradizionali di Buenos Aires dell’epoca d’oro, dove il tango si respirava nella vita quotidiana. La storia della città è raccontata attraverso le milonghe e i numerosi personaggi che, nel tempo, le hanno frequentate e rese un’anima pulsante della città. La vita che si svolge dentro di esse testimonia, al di là di ogni cambiamento, come il tango rimanga l’essenza dell’ anima del popolo argentino.
Nella seconda parte dello spettacolo fa la sua apparizione il folclore argentino, realtà di una cultura antica e sempre presente nella musica e nella danza popolare contemporanea.

L’orchestra Decarisìmo Quinteto diretto da Ariel Rodriguez impreziosisce il quadro coreografico con proprie composizioni inedite (“Lluvia de estrellas” - “Permanece”) oltre a riproporre nuovi arrangiamenti dei più grandi Astor Piazzolla, Osvaldo Pugliese, Julio De Caro. Nasce nel 2002 ad opera di tre noti musicisti della nuova generazione tanguera: Ariel Rodríguez, Camilo Ferrero e Ramiro Gallo. Il nome che hanno scelto per rappresentarli deriva da un tango composto da Astor Piazzolla nel 1961, dedicato al maestro Julio Decaro, e riassume brillantemente la loro visione: “L’opera e la sostanza della tradizione rinnovate attraverso uno sguardo attuale sul tango”.

 



Martedì e Mercoledì

5 – 6 febbraio 2013

Teatro Stabile di Calabria – Teatro Quirino

Geppy Gleijeses – Lello Arena - Marianella Bargilli

“MISERIA E NOBILTA’ ”
e con Gigi De Luca

di Eduardo Scarpetta

Adattamento e regia di Geppy Gleijeses

 

Miseria è Nobiltà è uno dei titoli più famosi della drammaturgia universale di tutti i tempi.
Cavallo di battaglia dei più grandi attori napoletani (e non) del secolo scorso, viene presentato da noi, integralmente in italiano, in una edizione ricchissima di grandi interpreti, scene e costumi. Lo spettacolo si avvarrà di una riduzione di Geppy Gleijeses che farà tesoro del testo originale di Eduardo Scarpetta, dell’adattamento di Eduardo De Filippo e della sceneggiatura del film di Mario Mattoli con Totò.
Geppy Gleijeses interpreterà il ruolo di Felice Sciosciammocca, Lello Arena sarà Pasquale e Marianella Bargilli sarà Luisella.
I tre sono reduci dallo straordinario successo di Lo scarfalietto dello stesso autore e di A Santa Lucia di Raffaele Viviani.
Al loro fianco i migliori caratteristi del Teatro napoletano: Gigi De Luca (nel ruolo di Semmolone), Gina Perna, Gino De Luca, Luciano D’Amico, Antonio Ferrante e tanti altri. La commedia ha come protagonista Felice Sciosciammocca, celebre maschera di Eduardo Scarpetta, e la trama gira attorno all'amore del giovane nobile Eugenio per Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito. Il ragazzo è però ostacolato dal padre, il marchese Favetti, che è contro il matrimonio del figlio per via del fatto che Gemma è la figlia di un cuoco. Eugenio si rivolge quindi allo scrivano Felice per trovare una soluzione. Felice e Pasquale, un altro spiantato, assieme alle rispettive famiglie, si introdurranno a casa del cuoco fingendosi i parenti nobili di Eugenio. La situazione si ingarbuglia poiché anche il vero Marchese Favetti è innamorato della ragazza, al punto di frequentarne la casa sotto le mentite spoglie di Don Bebè. Il figlio, scopertolo e minacciatolo di rivelare la verità, lo costringerà a dare il suo consenso per le nozze.

 



Giovedì e Venerdì

14 – 15 febbraio 2013

AB Management

Lillo & Greg

 

“SKETCH and SODA”

di Claudio "Greg" Gregori

Musiche dal vivo di Attilio Di Giovanni

Regia di Lillo & Greg

 

Sketch & Soda è uno spettacolo modulare che racchiude in sé alcuni tra gli sketch più divertenti dell’ultima produzione di Lillo & Greg. Un’ora e mezza di risate dalle diverse tonalità, da quella grassa a quella acuta passando con loro sulla corda tesa in equilibrio tra la comicità surreale ed il grottesco e cinico umorismo con cui scarnificano gli orribili vizi dell’animo umano.
Lo show passa con scanzonata leggerezza dalla satira pungente a territori surreali (loop spazio-temporali, a metà tra sogno e realtà), con ritmo veloce, ma non troppo.
Assistiamo così al loro cavallo di battaglia ‘L’Audizione’ dove l’interazione tra provinato e provinante si fonde in un esilarante carosello di parole senza un confine preciso tra la battuta e la situazione reale. In ‘Calcola’, invece, due individui inscenano una sorta di gara verbale sugli episodi più incredibili che sono capaci di fare, fino all’inverosimile.
Nel ‘Latte Quiz Show’ un presentatore televisivo (Greg), durante un quiz telefonico incappa in due singolari massaie ed un maniaco-molestatore telefonico (Lillo).
E poi c’è il divertente ‘Disco boom’ ambientata in un negozio di dischi dove l’acquirente, per far capire al venditore quale disco sta cercando inizia a cantarne il motivo, fino all’intera esecuzione… Insomma, davvero tanti e unici questi brevi ‘atti’ che descrivono l’animo umano, le piccolezze e le stranezze che ci circondano.
Questa volta ad accompagnarli sul palco c’è il musicista Attilio Di Giovanni che sottolinea con i suoi tasti ironici, i passaggi di quadro, e fa da spalla ai due protagonisti.

 


 

Martedì e Mercoledì

5 – 6 marzo 2013

Teatro delle Albe

“RUMORE DI ACQUE”

di Marco Martinelli

con Alessandro Renda

ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari

regia Marco Martinelli

musiche originali eseguite dal vivo Fratelli Mancuso

 

Il primo racconto di traversata che ho ascoltato a Mazara, nella sede della San Vito Onlus, è stato quello di una minuta, coraggiosa donna tunisina: timida, col suo italiano spezzettato tra i denti, faceva fatica ad alzare gli occhi.
Ho cambiato il suo nome in Jasmine, ho trasfigurato la sua storia mantenendone gli aspetti essenziali. E’ la prima che ho ascoltato ed è anche l’unica storia, tra quelle evocate dal generale, che riguarda non un annegato o uno scomparso, una morte, ma una vita che si salva. Si salva davvero? Nelle grinfie del vecchio italiano che, dice lui, “è sempre piaciuto?” Alla fine quando le ho chiesto se l’avrebbe rifatto quel viaggio, mi ha risposto decisa di no. Che se ne sarebbe rimasta a Tunisi.
Robert Louis Stevenson parlava spesso dei “brownies”, gli “oscuri”. Sono, a detta dello scrittore, “quegli omini che dirigono il teatrino interiore che c’è in ognuno di noi”. Sono i nostri collaboratori principali, quelli che ogni notte costruiscono gli “spettacoli”, i sogni che sogniamo. Ai “brownies” debbo la figura del generale. Ma non era un uomo in divisa: era un essere mostruoso, metà umano metà animale. Un animale sconosciuto. E’ voltato di spalle, fa per voltarsi ma non ci riesce, volta appena appena la testa come se avesse il collo incriccato, non riesco a riconoscerlo. Assomiglia a qualcuno, mi pare, a chi? Piegato su un ammasso di carte, nudo, peloso come se indossasse una pelliccia, davanti a una pila di fogli pieni di numeri trascritti malamente, segnacci, sgorbi. Li guarda, li mette in ordine, la salsedine li ha consumati, qui non si legge, neanche questa cifra si legge, di scatto butta a terra tutti quei fogli, esasperato. La contabilità, la burocrazia come unico modo di sopportare l’orrore. Di non pensarci. Di essere portatore dell’orrore.
Pensavamo a Gheddafi, tra noi lo chiamavamo il “Gheddafi”. Volevamo intitolarlo così lo spettacolo. Ci leggevamo i suoi discorsi, ci guardavamo le sue fotografie. Poi invece… troppo facile pigliarsela con lui, con “quel” dittatore furbo e sanguinario, affibbiargli la maschera del colpevole. Certo, colpevole lo è, e tanto, quell’ennesima replica di Padre Ubu, ma noi? Io? Siamo innocenti noi? Sono innocente io? Di tutte quelle tragedie che avvengono altrove, lontano dalla mia casetta, posso ritenermi non responsabile? Che c’entro io con la morte di mio fratello? Quel generale acido e nevrotico, quel funzionario che ne ha le scatole piene di star lì a contare numeri e morti e metterli in fila, un lavoraccio, tutti i giorni così, pure mal pagato da quelli delle capitali, quel ragionierino demoniaco e sarcastico, quello spettatore impotente davanti ai telegiornali, quello, proprio quello, siamo noi. Sono io. Quel volto che ora finalmente si volta, metà umano metà animale, che mi guarda diritto negli occhi, è il mio.
I Fratelli Mancuso hanno arricchito lo spettacolo con le loro potenti voci di satiri antichi, che sembrano gridare il dolore dell'umanità dal fondo di un abisso.
Marco Martinelli

 


 
Martedì e Mercoledì

19 – 20 marzo 2013

Eduardo Senior e Alessandro Tartaglia con Ente Teatro Cronaca

EDUARDO TARTAGLIA – VERONICA MAZZA

 

“QUESTO BIMBO A CHI LO DO?”

Con Magdalena Grochowska, Peppe Miale, Rosaria Russo

con Stefano Sarcinelli

e con la partecipazione di Tullio Del Matto

Scritto e diretto da Eduardo Tartaglia

 

Irena è la classica esponente di quella nuova categoria sociale di giovani donne che, sulla loro avvenenza, hanno addirittura costruito una nuova “professionalità”: fatta di ospitate televisive, di copertine di giornali, di presenze impalpabili (eppure imprescindibili…) in ogni talk show che, aldilà dei contenuti, ambisca ad un sicuro risultato in termini di ascolto.
In omaggio al più frusto degli stereotipi contemporanei, ella ha per marito Tommaso, ex calciatore di buon livello, che adesso però annaspa in una disastrosa carriera di allenatore.
Improvvisamente anche la carriera di Irena entra in crisi: la spietata legge dello show business reclama volti nuovi, nuovi personaggi, nuove storie da offrire in pasto ad una platea sempre più incline a consumare tutto e subito. Come rimediare a questa pericolosissima deriva verso l’anonimato, verso quel letale cono d’ombra che sembra ormai inevitabile? Forse una speranza c’è: un figlio”! L’immagine sempre “vincente” della maternità, la tenerezza irresistibile di un simile evento, pare davvero l’ultima carta da giocarsi: il pubblico, si sa, adora le neo mamme….
Ma come conciliare poi, i rischi delle smagliature, dell’inevitabile soprappeso e di tutti gli altri prezzi “estetici” da pagare di una gestazione?
Semplice: basta trovare “un utero in affitto”!....
E chi se non Margherita, così bisognosa di denaro e così ammaliata dal miraggio di potersi rendere utile ad un suo mito, potrebbe offrirsi per questa (in Italia vietatissima!...) esperienza di maternità surrogata?
Tanto più che il di lei marito, Faustino, non dovrebbe con la sua incapacità di opporsi, rappresentare un ostacolo…
Ma quali reazioni emotive, poi, quali tumulti psicologici e soprattutto sentimentali la nuova situazione potrà mai sortire nell’animo di tutti i protagonisti della vicenda?
Quali e quanti dubbi, ripensamenti, paure, incertezze, una circostanza così estrema saprà mai scatenare nel cuore dei quattro (!) sedicenti e anomali genitori?

 



Giovedì e Venerdì

11 – 12 aprile 2013

DoppiaeffeProduction

MARISA LAURITO

“UN GIORNO DA SIGNORA”

ovvero “Angeli con la pistola”

di Riccardo Manaò

Liberamente tratto dalla novella di Damon Runyon

Regia di Bruno Garofalo

 

Quando Damon Runyon scrisse la novella “Mme la Gimp” non diede granché importanza all'ambientazione geografica o temporale, ma si concentrò sulla coloristica ed efficace descrizione dei caratteri di Annie la vagabonda, Dave lo sciccoso, il giudice Blake, e gli altri della variegata piccola mala newyorkese. La novella di Runyon è un delizioso e riuscito bozzetto di un certo tipo di New York in un momento tra le due guerre mondiali. Ma non sempre la brevità di una novella può rispondere a tutti i quesiti che un lettore si pone. In teatro, invece, le storie si dilatano e i personaggi, trovandosi a loro agio sul palcoscenico, si concedono ad una maggiore intimità. Da qui l'idea di scriverne una commedia che dilatasse la storia di Annie la vagabonda e Dave lo sciccoso, arricchendola, e che andasse ancora oltre la bella versione cinematografica che Frank Capra ne trasse con il titolo di “Angeli con la pistola”. Il teatro è il luogo ideale per far manifestare il respiro di quei tempi, fatto di musica e movimento. Voci afro americane, blues e jazz dei primordi e le grandi orchestre nere e bianche che facevano danzare il mondo: Ragtime, Foxtrot, Castle Dance, Dixieland e Swing, di musica ce n'era per ogni gusto e per ogni dove a quei tempi. Quella era l'età del jazz, come la definì Francis Scott Fitzgerald, ed intendeva dire l'età del nuovo ritmo esistenziale. Tra gli anni venti e trenta a New York la gioia di vivere era dappertutto, negli scantinati della cinquantaduesima strada e negli esclusivissimi club di Harlem, nei ghetti e nei teatri sempre illuminati di Broadway, affermando che l'America, nonostante l'asfissiante cappa di una terribile crisi economica e l'inestinguibile arsura causata dal proibizionismo, era pur sempre il mondo nuovo. La commedia è stata ambientata alla fine del 1933, quando un presidente decisamente coraggioso, Delano Roosvelt, prese in mano le redini della nazione americana e la fece risorgere dallo sfinimento mortale in cui si dibatteva. In quei giorni venne abrogato il proibizionismo e si inaugurò una nuova era di benessere con il New Deal. Si tornava a vivere.
Riccardo Manaò

 


 

FOCUS
Nessun Focus trovato!

RASSEGNA STAMPA
rassegna stampa

RISORSE MULTIMEDIALI
risorse

Area Riservata
Nome:

Password: