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il TEATRO
STABILE di CALABRIA
presenta
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PAOLO TRIESTINO
in
�IL CUSTODE�
di Antonio Lauro
ideazione scenica e regia
PAOLO TRIESTINO
Luci
Luigi Ascione |
da LA REPUBBLICA
IL CUSTODE di Antonio Lauro
C'� gente che � pagata per star ferma, per stare in silenzio, per
leggiucchiare un quotidiano, occupare sempre l'identico spazio, avere di
fronte un'entit� immodificabile, rimuginare tutto il tempo. A rischio di
nevrosi o depressioni. Che poi si traducono in fantasie mostruose.
Prendiamo il caso di un guardiano di opere artistiche. Immaginiamo i
suoi pensieri. Pu� saltar fuori il diario di un pazzo. Questo � appunto
il quadro clinico del "Custode" di Antonio Lauro, monologo interiore o
ad alta voce (non essendoci visitatori) che Paolo Triestino affronta
nelle vesti di impiegato addetto ai Bronzi di Riace nel Museo nazionale
di Reggio Calabria.
I due guerrieri campeggiano su regolari piedistalli. Le pareti paiono
quelle di un bunker. I marosi infuriano. Il tutore delle statue � ormai
in preda a un calmo delirio. Odia e svillaneggia la loro avvenenza
maschia,vi associa un p� di propria frustrazione per un'effimera (e
tenera) avventura con un'archeologa, rende l'incanto di un cieco che
palpeggiava le sculture, e per� minaccia di chiudere la partita con
l'acido solforico, col disinnesto delle misura di sicurezza, fino a un
allucinante trauma che spazza via il corso delle cose. Il bello di
questo spettacolo sul tema della bellezza che pu� accecare (scenografia
di Francesco Montinaro) � nella fervida parlata reggina e nel- l'omerica
e proletaria vulnerabilit� di Paolo Triestino, in sandali e berretto
d'ordinanza. (Rodolfo Di Giammarco). |
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